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LEGGE DI BILANCIO 2020 (D.L. N. 124/2019) PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Nuove Normative

L’ART. CHE INTERESSA L'AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO FISCALMENTE

Art. 4 – Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell’illecita somministrazione di manodopera

Viene inserito il nuovo art. 17-bis al Dlgs n. 241/1997 per il quale, in caso di appalto e subappalto, il committente dall’1/1/2020 è il soggetto obbligato ad effettuare il versamento delle ritenute fiscali, sulle retribuzioni corrisposte al lavoratore, su provvista mensile messa a disposizione dalle imprese appaltatrici e subappaltatrici.

L’obiettivo della norma è quello di introdurre un sistema che individui la responsabilità del committente, limitandole a quelle derivanti dall’omesso o tardivo versamento delle ritenute fiscali effettivamente subite dal lavoratore e garantendo che le somme necessarie per il loro versamento siano messe a disposizione dal datore di lavoro, o possa essere reperita nei corrispettivi dovuti dal committente all’impresa affidataria del lavoro.

Viene anche estesa l’applicazione del reverse charge alle prestazioni di servizi effettuate tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente e con l’utilizzo di beni strumentali di sua proprietà.

 
BONUS NON SOLO PER LE FACCIATE FACCIATE PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Nuove Normative

Nel bonus facciate impianti di illuminazione, pluviali e cavi della Tv

La formulazione della legge di Bilancio apre spazi per portare in detrazione verniciatura, rifacimento di ringhiere e balconi ma anche lavori su impianti

Intonacatura, verniciatura. Rifacimento di ringhiere, decorazioni, marmi di facciata, balconi. Ma anche impianti: illuminazione, pluviali, cavi che portano il segnale televisivo.
È un primo elenco di interventi che saranno inclusi nel nuovo bonus facciate, stando alla formulazione della norma inserita nella bozza del Ddl di Bilancio.

Le regole dello sconto

La manovra mette in campo una nuova detrazione pari al 90%, senza tetti massimi di spesa, per gli interventi edilizi, «ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici». Il presidente del Consiglio nazionale dei geometri, Maurizio Savoncelli fa una prima analisi di questa formulazione.
Premettendo che «si tratta di una norma positiva, che completa il sistema degli incentivi esistenti e che consentirà di intervenire soprattutto sul tessuto di fabbricati costruiti tra gli anni ’50 e ’70, quelli dalla qualità più scarsa».

Cos’è la manutenzione ordinaria

Per Savoncelli il riferimento alla manutenzione ordinaria apre la strada a molte possibilità: «Sarà possibile tinteggiare, ma anche rifare i prospetti di facciata, le ringhiere, le decorazioni, i marmi. Ancora, sarà possibile detrarre la sostituzione di pavimenti dei balconi, di balaustre e fregi». Gli elementi di cui si compone una facciata sono molti e, in diversi casi, si tratta di impianti.

Acque, impianti, cavi televisivi

Rientrano nel perimetro delle detrazioni, certamente, i canali di gronda e tutti i sistemi di smaltimento delle acque piovane. Ma anche gli impianti di illuminazione di aree comuni. Non solo. In tutti i casi nei quali ci sono cavi penzolanti sulle facciate, sarà possibile metterli sottotraccia.

La riqualificazione energetica

Una possibilità in più, su cui vale la pena di interrogarsi, è poi quella di abbinare al rifacimento della facciata i lavori legati al risparmio energetico, ottenendo però, sulla spesa complessiva, la maxi detrazione del 90% anziché quella del 65- 70-75 per cento. Proviamo a capire come.
La nuova norma parla di «interventi edilizi (...) finalizzati al recupero o restauro delle facciate degli edifici». Dato che il Dpr 380/2001 (Tu Edilizia) non prevede il concetto di «recupero» ma piuttosto quello di «restauro e risanamento conservativo» (articolo 3, comma 1, lettera c), questo sembrerebbe l’ambito entro il quale muoversi, a meno di non considerare del tutto a parte la tipologia di intervento indicato nella bozza della legge di Bilancio 2020.

Definizioni da analizzare

Nel primo come nel secondo caso, però, sembra che nei lavori possa essere compresa l’installazione di una copertura della facciata con materiali che, permettendo un risparmio energetico da «cappotto», consentano anche il ripristino estetico-funzionale della parte comune.
Il Dpr 380 parla infatti di «interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano anche il mutamento delle destinazioni d’uso (...). Tali interventi comprendono (...) l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso (...)». A prima vista, quindi, una facciata con cappotto termico ma esteticamente identica.

Saverio Fossati, Latour Giuseppe, Il Sole 24 ORE. (2019). “Nel bonus facciate impianti di illuminazione, pluviali e cavi della Tv”. [online]
Disponibile per la lettura al seguente indirizzo: https://www.ilsole24ore.com/art/nel-bonus-facciate-impianti-illuminazione-pluviali-e-cavi-tv-ACLbRuv


 
Bonus facciate, per lo sconto al 90% basta la tinteggiatura PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Nuove Normative

La norma nel Ddl di Bilancio potrebbe avere un effetto negativo sulle altre soluzioni caldeggiate dal Governo come la riqualificazione energetica e antisismica: meno agevolate, più complesse e che non «abbelliscono»

Sempre più concreta l’ipotesi di abbellire gli immobili a spese dell’Erario, anche per una semplice manutenzione ordinaria. Nel disegno di legge di Bilancio 2020 (bozza del 30 ottobre) un articolo è dedicato alla possibilità di detrarre dalle imposte sui redditi il 90% delle «spese documentate sostenute nell’anno 2020», relative a «recupero e restauro delle facciate degli edifici». E la norma, al momento, disegna un incentivo dalle maglie molto larghe, che permetterà di portare in detrazione anche una semplice tinteggiatura.

I dettagli

Più nello specifico, alla detrazione non si applicano i limiti di spesa di 96mila euro per unità immobiliare (per i condomìni, comunque, l’importo va considerato in riferimento alla spesa sostenuta per la singola unità). Inoltre, lo sconto si applica anche agli interventi di manutenzione ordinaria: una definizione che include praticamente ogni rifacimento delle facciate.

Le conseguenze

Sulla base del testo, che probabilmente subirà delle modifiche nel corso dell’iter parlamentare si possono, poi, fare alcune considerazioni.
1) Per facciate si intendono anche quelle delle singole unità immobiliari (ville e villette, per intenderci);

2) Non esistono limiti di spesa, quindi si possono concepire consolidamenti e abbellimenti di ogni genere;

Le manutenzioni ordinarie

3) L’agevolazione si estende anche alle manutenzioni ordinarie, privilegio prima riservato alle «parti comuni» degli edifici con almeno due distinte unità immobiliari catastalmente individuabili (come precisato anche da ultimo nella circolare 7/E/2018); ora, quindi, anche per ville e villette costituite da una sola unità immobiliare diventerà possibile effettuare la manutenzione ordinaria delle facciate con detrazione al 90 per cento.
In concreto, manutenzione ordinaria significa, in questo caso, anche la semplice ripulitura e/o tinteggiatura, senza ulteriori interventi.

La portata dello sconto

4) Proprio per l’ampiezza della possibilità di ottenere la super detrazione è da chiedersi quali effetti si vogliano raggiungere con questa norma, che supera persino la detrazione dell’85% prevista per i lavori combinati di riqualificazione energetica e antisismica con l’abbattimento di almeno due classi di rischio.

Con un semplice maquillage , infatti, quasi regalato dallo Stato (anche se la detrazione va spalmata in dieci anni) e comunque di costo contenuto, l’aspetto dell’edificio migliora enormemente, a fronte di un impegno economico assai più pesante per ottenere una riqualificazione energetica e/o antisismica.

È vero che il secondo tipo di intervento genera anche un risparmio energetico concreto e migliora la sicurezza dell’edificio ma, per poco che si possa conoscere la mentalità del condomino medio, quale intervento apparirà più interessante?