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Apertura di finestre su area di proprietà comune ed indivisa tra le parti PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime
Cass. civ., sez. II, n. 20200 del 19 ottobre 2005

Costituisce opera inidonea all'esercizio di un diritto di servitù di veduta l'apertura di finestre su area di proprietà comune ed indivisa tra le parti , sia per il principio «nemini res sua servit», che per la considerazione che i cortili comuni, assolvendo alla precipua finalità di dare aria e luce agli immobili circostanti, sono ben fruibili a tale scopo dai condomini, cui spetta, pertanto, anche la facoltà di praticare aperture che consentano di ricevere aria e luce dal cortile comune o di affacciarsi sullo stesso, senza incontrare le limitazioni prescritte, in tema di luci e vedute, a tutela dei proprietari dei fondi confinanti di proprietà esclusiva, con il solo limite, posto dall'art. 1102 c.c., di non alterare la destinazione del bene comune o di non impedirne l'uso da parte degli altri comproprietari.