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I vicini di casa violenti possono essere allontanati dalla loro abitazione. PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime
Suprema Corte di Cassazione, Sez. V Penale, sentenza n. 38101 del 20/12/2006

La Suprema Corte ha confermato la misura cautelare del divieto di dimora applicata dal Tribunale di Napoli a quattro persone indagate per lesioni personali e violenza privata ai danni di tre inquilini.
"Hanno ritenuto i giudici del merito, quanto al presupposto probatorio della misura, che le dichiarazioni della persona offesa sono attendibili, perché corroborate da documentazione sanitaria e deposizioni testimoniali; e quanto al presupposto cautelare della misura che la violenta aggressività dimostrata in passato dagli indagati giustifica la previsione di una reiterazione delle loro condotte, originate da contrasti con i propri inquilini abitanti nel medesimo stabile, sicché la sola misura adeguata a prevenire un tale pericolo è quella del loro allontanamento dall’alloggio."
La Suprema Corte ha respinto il ricorso degli indagati, confermando l’accertamento dei fatti operato dai giudici , in merito al quale la Cassazione non può proferire, in quanto "non deve stabilire se la decisione di merito proponga effettivamente la migliore possibile ricostruzione dei fatti ne deve condividerne la giustificazione, ma deve limitarsi a verificare se questa giustificazione sia compatibile con il senso comune e con i limiti di una plausibile opinabilità di apprezzamento."