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Deliberazione assembleare - Spossessamento in danno di condomino PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime
Cass. sez. II civile, sentenza n. 14067 del 1° luglio 2005

Lo spoglio del possesso di un bene ( nel caso, cortile condominiale ) ben può rimanere integrato dalla messa in esecuzione da parte dell'amministratore di condominio, con la consapevolezza di agire contro la volontà espressa o presunta del possessore, di opere deliberate dall'assemblea (nel caso, chiusura dell'accesso mediante recinzione ed apposizione di cancello elettrico).

Infatti la norma, in virtù della quale, ex art. 1137, comma 2 dello stesso codice, il giudice possa sospendere l'esecuzione delle delibere impugnate, mira sì all'ottenimento della sospensione dell'esecuzione di una delibera assembleare, ma in tema di tutela possessoria non rappresenta affatto l'unico rimedio a favore di chi subisca una lesione del diritto nel rapporto col bene, nel senso cioè che quella classica, prevista in generale per le azioni a tutela del possesso, non viene meno.
Nel caso in questione, anche se l'amministratore del condomìnio aveva agito dopo che il tribunale aveva respinto la richiesta di inibitoria della società resistente, la quale incoava altro giudizio dinanzi a un differente giudice, lo spoglio si era ugualmente configurato.
Di fatto il giudizio di impugnazione di delibere assembleare e quello possessorio sono ontologicamente diversi e distinti.
L'azione possessoria non era stata affatto utilizzata quale improprio mezzo per inficiare l'operatività di una delibera assembleare, con lo scopo di aggirare lo strumento dell'impugnazione offerto dall'art. 1137 c.c, ma per ripristinare una situazione di fatto modificata dall'episodio dello spoglio (Cfr. Cass. n.01093 del 13/2/1996).