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E' legittimo insultare il vicino di casa maleducato, anche "a distanza di tempo". PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime
Suprema Corte di Cassazione, Sezione Quinta Penale, sentenza n. 36084 del 31 ottobre 2006

Il condomino esaspera? Niente paura, lo si può insultare tranquillamente, anche a «distanza di tempo», senza incorrere nella sanzione della legge. La sua reazione sarà infatti classificata come risposta ad una «provocazione».
A sancirlo è la Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 36084, ha annullato la condanna a 250 euro di multa per il reato di ingiuria continuata inflitta dal Giudice di Pace ad una donna di Lanciano. La signora, esasperata dal cane degli inquilini del piano di sopra che veniva lasciato libero di fare i suoi bisogni fuori dal balcone, sporcando la biancheria stesa ad asciugare, aveva insultato, a distanza di tempo, i condomini.
L'imputata, che ha proposto ricorso in cassazione contro la condanna, sosteneva di avere agito dietro provocazione per «fatto ingiusto altrui», e ora la Suprema Corte le ha dato ragione, affermando che «sussiste l'esimente quando la reazione iraconda segua immediatamente il fatto ingiusto altrui, mentre, ai fini della configurazione della circostanza attenuante comune, non occorre che la reazione sia immediata, ma consegua ad un accumulo di rancore, per effetto di reiterati comportamenti ingiusti, esplodendo, anche a distanza di tempo, in occasione di un episodio scatenante»; perciò la reazione della signora, anche se scomposta, è comunque giustificabile.