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Comunicazione - Chiedi e ti Rispondo

Buongiorno, Le scrivo per porgerLe alcuni quesiti. Sono un affittuario in un condominio di 10 unità immobiliari amministrato (già prima del mio arrivo) da un amministratore interno il quale riscuote le quote condominiali esclusivamente in contanti da consegnare presso la sua abitazione.

Posso pretendere di pagare la mia quota attraverso bonifico bancario o assegno bancario non trasferibile intestato al condominio? (mi ha anticipato che a fine anno l'assemblea ha intenzione di chiudere il c.c. intestato al condominio).

In caso negativo, posso chiedere che non mi vengano più spedite le richieste di pagamento, che dovranno quindi essere inviate al proprietario, e corrispondere quanto dovuto direttamente al locatore?

Posso inoltre chiedere la nomina di un amministratore esterno?

Grazie per la disponibilità, attendo una sua gentile risposta

alessio donati



L'amministratore può, se non stabilito differentemente nel regolamento di condominio o da regolare assemblea, decidere di tenere tutte le somme in cassa e quindi non accettare assegni non essendo in possesso di c/c bancario. Deve tenerli in cassa e non sul proprio c/c bancario visto il pericolo in cui incorre come le riporto da una sentenza della Suprema Corte:

Accertamenti bancari: più tasse se non riescono a provare le cause delle singole movimentazioni bancarie
Cassazione, 13 giugno 2007, n. 13818
Se il contribuente utilizza il conto corrente a lui personalmente intestato anche per maneggio di denaro altrui deve fornire la prova specifica della riferibilità di ogni movimentazione bancaria alla sua attività di maneggio di denaro altrui, diversamente la rispettiva movimentazione, in assenza di altra idonea giustificazione, è configurabile quale corrispettivo non dichiarato.
? quanto stabilito dalla Cassazione che, con la sentenza n. 13818 del 13 giugno 2007, ha accolto il ricorso del fisco. A farne le spese un amministratore di condominio che usava il conto personale per gestire i pagamenti dei condomini.
La Commissione tributaria provinciale (I? grado) lo ha ridotto a \ 100.000,00.
La Commissione tributaria regionale (II? grado), su gravame del contribuente, lo ha ridotto a \ 8.000,00, in quanto a suo avviso "svolgendo il contribuente attività di amministratore di condomini in numero non superiore di venti e ricevendo conseguentemente rimesse altrui che amministrava per professione, non poteva trovare applicazione la presunzione di cui all’articolo 51 del Dpr 633 del 1972".
La Cassazione, con sentenza 3 maggio – 13 giugno 2007, n. 13818, ha accolto il gravame proposto dall’Amministrazione finanziaria, evidenziando il fatto:
“che gli amministratori di condominio non sono obbligati a movimentare il denaro dei condomini sui propri conti, anche se ciò avviene spesso;
e che, conseguentemente, il contribuente, per sfuggire all’imposizione fiscale, avrebbe dovuto fornire la prova specifica della riferibilità di ogni movimentazione bancaria alla sua attività di maneggio di denaro altrui;
che, diversamente, detta movimentazione, in assenza di altra idonea giustificazione, è configurabile quale corrispettivo non dichiarato".
E’ quindi evidente il rischio per tutti quei professionisti che maneggiano denaro altrui: pagano più I.V.A. se non riescono a provare la cause delle singole movimentazioni bancarie sul conto personale, nel quale vengono accreditate le operazioni dei clienti”.

Lei può chiedere di non avere rapporti diretti con l'amministratore ma direttamente con il locatario, facendo presente, che da quel momento, dietro presentazione di giustificativi, quindi degli avvisi di pagamento correlati di bilancio preventivo pagherà direttamente al locatario. Tutto questo, fatto salvo che nel contratto di affitto non sia stabilito diversamente.

Distinti saluti

Umberto Testa