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CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 7 MGGIO 2019, N.19213 PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 7 MGGIO 2019, N.19213

1.In tema di reati tributari, l’amministratore di una società risponde del reato omissivo contestatogli quale diretto destinatario degli obblighi di legge, anche se è mero prestanome di altri soggetti che abbiano agito quali amministratori di fatto, quando ha consapevolezza che dalla sua condotta omissiva possano scaturire gli eventi tipici del reato.

2.In materia di delitti tributari, il dolo del concorrente esterno in una fattispecie a dolo specifico può essere generico, purché connotato dalla consapevolezza dell’altrui fine conforme a quello tipizzato dalla disposizione incriminatrice.
(Fattispecie nella quale il dolo della ricorrente è stato ravvisato nella coscienza e volontà di partecipare alla sistematica emissione di innumerevoli fatture relative ad operazioni inesistenti, con la consapevolezza che il rilascio delle stesse era funzionale a consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto).

 

 
ingiuntivo. La Cassazione torna sul distinguo tra delibera nulla e annullabile. PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime

Invalidità di delibera condominiale e opposizione a decreto ingiuntivo. La Cassazione torna sul distinguo tra delibera nulla e annullabile.

La deliberazione condominiale con cui l'assemblea dispone anche per quanto concerne beni appartenenti esclusivamente a singoli condomini è nulla e il giudice del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione delle relative spese, può rilevarne d'ufficio la nullità, poiché la validità della stessa rappresenta elemento costitutivo della domanda. Per le delibere annullabili, invece, il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo deve limitarsi a verificare la perdurante esistenza ed efficacia delle relative delibere assembleari, senza poter sindacare, in via incidentale, la loro validità, essendo questa riservata al giudice davanti al quale dette delibere sono state impugnate.


 


 
Delibera condominiale annullabile per mancata convocazione di condomino PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime

Delibera condominiale annullabile per mancata convocazione di condomino

Devono qualificarsi nulle le delibere prive degli elementi essenziali, le delibere con oggetto impossibile o illecito (contrario all'ordine pubblico, alla morale o al buon costume), le delibere con oggetto che non rientra nella competenza dell'assemblea, le delibere che incidono sui diritti individuali sulle cose o servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini, le delibere comunque invalide in relazione all'oggetto. Devono, invece, qualificarsi annullabili le delibere con vizi relativi alla regolare costituzione dell'assemblea, quelle adottate con maggioranza inferiore a quella prescritta dalla legge o dal regolamento condominiale, quelle affette da vizi formali, in violazione di prescrizioni legali, convenzionali, regolamentari, attinenti al procedimento di convocazione o di informazione dell'assemblea, quelle genericamente affette da irregolarità nel procedimento di convocazione, quelle che violano norme che richiedono qualificate maggioranze in relazione all'oggetto.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la pronuncia 4806/2005, risolvendo un precedente contrasto esistente in dottrina e giurisprudenza, chiarendo, pertanto, che la mancata comunicazione, a taluno dei condomini, dell'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale comporta non la nullità, ma l'annullabilità della delibera condominiale, che se non viene impugnata nel termine di trenta giorni previsto dall'art. 1137, 3° comma, c.c. - decorrente per i condomini assenti dalla comunicazione e per i condomini dissenzienti dalla sua approvazione - è valida ed efficace nei confronti di tutti i partecipanti al condominio.

 
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