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Devo pagare le quote maggiorate? PDF Stampa E-mail
Comunicazione - Chiedi e ti Rispondo

Egr. Sig. Testa,
Buongiorno!
Non so se si ricorda del mio caso, che Le proposi via e-mail esattamente il 27 ottobre scorso.
Nel ringraziarLa per le Sue pronte quanto esaustive risposte alle mie molteplici questioni, mi permetto di rivolgermi nuovamente a Lei per dissolvere alcuni dubbi in relazione all'evolversi della situazione.
Comincio col ricordarLe brevemente quanto già esposto:
L'amministratrice del mio condominio, contravvenendo a quanto deliberato dall'assemblea in merito alla ristrutturazione dell'antico portone d'ingresso, aveva provveduto alla sostituzione dello stesso senza consultare i condomini e decidendo autonomamente l'ammontare della spesa e le caratteristiche del nuovo portone, giustificando
l'arbitrarietà di tale azione con l'impossibilità di effettuare il restauro previsto e con l'urgenza richiesta dal caso.
Poco dopo l'amministratrice ha presentato le proprie dimissioni (senza mettere a verbale l'accettazione delle stesse da parte dei condomini) ed è stato eletto il nuovo amministratore, il quale ha fatto immediatamente mettere in opera il portone.
Ieri sera c'è stata una nuova riunione in cui la maggioranza dei condomini ha nominato un nuovo amministratore, avvalendosi tra l'altro della invalidità della delibera precedente riguardante le dimissioni dell'amministratrice e quindi della dubbia validità della nomina dell'amministratore avvenuta in conseguenza.
Ovviamente adesso è tutto fermo fino all'accettazione del mandato da parte del terzo amministratore di questo trimestre!
Nel frattempo mi sorge il dubbio in merito alle spese relative a questo nuovo portone,poichè qualcuno dovrà pur pagare il lavoro che comunque è stato svolto!
Scartando al momento l'ipotesi di rivalersi sull'amministratrice che ha creato il problema, poichè non so se questa sia l'intenzione degli altri, mi interessa l'eventuale suddivisione delle spese tra i condomini:
già l'altra volta infatti Le accennavo al fatto che nel condominio da diversi anni i miei vicini si sono sbizzarriti nell'ampliamento delle proprietà, chiudendo mansarde e sopraelevando interi appartamenti, mutando così non di poco le quote millesimali.
Una condomina qualche anno fà ha finalmente fatto richiesta al tribunale per il ricalcolo delle quote, ma ancora siamo in attesa,e lo saremo non si sa per quanto!
Nel frattempo le spese ordinarie sono state divise in base a tabelle approssimative approvate dal condominio (per la serie "meglio di niente")fatte in base alle dichiarazioni di ALCUNI dei condomini "abusivi",in quanto gli irriducibili si sono rifiutati di modificare i millesimi di propria pertinenza prima della sentenza..e, caso strano, proprio ora che si attende la stessa, che si sa non avere validità retroattiva, è venuta la fretta di fare interventi necessari da anni!
A questo punto, volendo evitare di tediarLa nuovamente con una e-mail chilometrica, pongo la questione:
attesa la mia personale scarsa fiducia nei tempi del tribunale, che difficilmente penso possa emettere una decisione in tempi utili e attendendomi anche dei ricorsi successivi da parte dei soliti "furbi", se i condomini dovessero decidere di pagare le spese del portone, come posso far valere il mio diritto a pagare la quota effettivamente di mia spettanza? a non pagare per i miei vicini, oltre alle spese ordinarie che ho pagato e ancora pago, anche queste spese straordinarie ingenti?
Lei mi ha già detto in precedenza che l'amministratore non può procedere a decreti ingiuntivi se non sono state approvate le tabelle millesimali... ma le tabelle attualmente in uso Sono state approvate a loro tempo, anche se in via provvisoria!
Eppure alcuni decreti ingiuntivi per le spese ordinarie sono stati inviati nel frattempo: è stato un abuso da parte dell'amministratore?
Potrei astenermi comunque dal pagare fino alla sentenza senza temere alcunchè, o come temo dovrò recitare un "mea culpa" e pagare per gli altri?
Come la scorsa volta, La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che ha voluto nuovamente prestare al mio caso e, fiduciosamente in attesa di una Sua risposta, Le porgo
Distinti saluti
Maria, da Messina.

Le tabelle millesimali provvisorie sono valide se si è in totale assenza di tabelle millesimali. Non è un abuso dell'amministratore in quanto egli deve provvedere al recupero delle somme per l'erogazione dei servizi e delle spese che necessitano per la manutenzione dell'immobile, sempre che siano stati approvati i piani di riparto in assemblea.
Lei deve pagare in attesa della decisione del tribunale e poi, se la sentenza sarà a suo favore, come penso, richiederà il risarcimento dei danni subiti e subendi e delle somme pagate in più.
Distinti saluti
Umberto Testa

 
Delibere nulle o annullabili PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime

Delibere in tema di ripartizione delle spese: nulle o annullabili

Cass., Sezione II, sentenza del 24 luglio 2008 n. 20394

In tema di ripartizione delle spese, le delibere sono nulle se l'assemblea, esulando dalle proprie attribuzioni, modifica i criteri stabiliti dalla legge, mentre sono annullabili nel caso in cui i suddetti criteri siano violati o disattesi con la conseguenza che la delibera deve essere impugnata nel termine di cui all'art. 1137 u.c. del codice civile.

 
UNAI HA OTTENUTO DECRETO DI RICONOSCIMENTO DAL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA PDF Stampa E-mail

 

Unione Nazionale Amministratori d’Immobili

SEGRETERIA NAZIONALE: Via Castelfidardo 51 - 00185 Roma - Tel 06.44.41.076 - Fax 06.44.41.201

 

UNAI ha ricevuto il Decreto di Annotazione dal Ministero della Giustizia

 

COMUNICATO STAMPA

 

La Presidenza di UNAI annuncia con soddisfazione di aver ricevuto il Decreto ministeriale, firmato dal ministro Alfano, riguardo l’Annotazione dell’Unione Nazionale Amministratori d'Immobili con sede in Roma da parte del Ministero della Giustizia – Dipartimento per gli Affari di Giustizia - Direzione Generale della Giustizia – Ufficio III, nel Registro delle associazioni di categoria ammesse a partecipare alle Piattaforme Comuni della comunità europea.

 

Si conclude positivamente quindi, un iter iniziato quasi due anni or sono, a seguito del recepimento da parte dello Stato italiano (con Decreto Legislativo 9/11/2007 n°286) della Direttiva Comunitaria che sancisce il diritto di circolazione dei saperi all’interno della Comunità Europea - Saperi qui intesi come “persone che ne sono portatrici” - stabilendo inoltre il diritto di “stabilimento”, ovvero, di esercitare la propria professione in qualsiasi Paese della Comunità Europea.

L’importanza di tale annotazione è che essa è in qualche modo propedeutica a quel tavolo – a cui fa riferimento implicitamente l’Art. 26 del già citato Decreto – che prevede, al fine di elaborare proposte in materia di piattaforme comuni (di cui all'articolo 4, comma 1, lettera n), da sottoporre alla Commissione europea, la convocazione di apposite conferenze di servizi a cui saranno chiamate a partecipare le autorità competenti (di cui all'articolo 5).

Convocazione, se si tratta di professioni regolamentate, rivolta agli ordini, ai collegi o agli albi, ove esistenti, e, in mancanza, alle associazioni rappresentative sul territorio nazionale; se si tratta di professioni non regolamentate in Italia, alle associazioni rappresentative sul territorio nazionale; e se si tratta di attività nell'area dei servizi non intellettuali e non regolamentate, alle associazioni di categoria rappresentative a livello nazionale.

Tale annotazione quindi, apre la via alla possibilità che UNAI possa partecipare all’elaborazione delle piattaforme comuni proposte nel prossimo futuro dagli Stati membri della UE in materia di amministrazione immobiliare, premiando al contempo il sistema di selezione adottato da UNAI, che ne è diventato il fiore all’occhiello: la formazione d’ingresso, i successivi approfondimenti, i seminari e convegni, il praticantato assistito, la verifica dopo il triennio di formazione. Un vero e proprio cursus honorum per gli amministratori di immobili.

La serietà ed il rigore pagano” ha affermato il presidente nazionale dell’UNAI Rosario Calabrese “UNAI, che dal 1968 ha fatto della qualificazione professionale e della selettività le sue bandiere, oggi vede premiati 42 anni di impegno professionale”.

 

* L’Unione Nazionale Amministratori d'Immobili, si è costituita in Roma il 19 febbraio 1968 con il marchio URAI (Unione Romana Amministratori Immobiliari) ed ha adottato il marchio UNAI con atto notarile del 23 dicembre 1993, a seguito di evoluzione a livello nazionale.

L'UNAI è una associazione professionale di categoria con connotazione sindacale, che si prefigge di tutelare gli interessi professionali e di categoria degli amministratori di beni stabili in condominio e di beni immobili in mono e multiproprietà.

Il Sindacato è organizzato in forma di federazione ed è apartitico e indipendente da organizzazioni della proprietà e dell'inquilinato, autonomo rispetto ad ogni e qualsiasi associazione di categoria.

L’UNAI è associazione sindacale di categoria in attesa del riconoscimento giuridico da effettuarsi in applicazione della Direttiva CEE 92/51; intanto è entrata a fare parte del CNEL, (Consiglio Nazionale per l’Economia e il Lavoro, organo costituzionale dello Stato Italiano), quale membro della Consulta delle Associazioni delle Professioni non Regolamentate e, nel febbraio 1998, il suo Presidente è stato chiamato a far parte del Comitato di Presidenza della Consulta stessa.

Il 19 aprile 2001, dopo oltre un anno di trattative serrate, cui l’UNAI era stata invitata dai Sindacati, stante la sua condizione di unico sindacato accreditato in rappresentanza della categoria, presente l’ANACI, ha sottoscritto il CCNL per i dipendenti da Amministratori di Condominio che contiene significative e vantaggiosissime modifiche al contratto firmato dall’ANACI nel 1997, penalizzante, mai decollato.

Inoltre l’UNAI è l’unica associazione italiana a far parte dell’EUAHM (European Union of Apartment House Managers) Sindacato Europeo degli Amministratori di Condominio, di cui dal 1999 ha la vicepresidenza.

 

 

 
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