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Sono condomino posso avere la chiave del portone? PDF Stampa E-mail
Comunicazione - Chiedi e ti Rispondo

Salve io sono proprietario di un abitazione posta a piano terra di un condominio di 9 persone con ingresso indipendente, ma con terrazzo in comune con gli altri. il capo-condomino mi ha dato la chiave del terrazzo per poter accedere in quanto su vi è l'antenna e il contatore del gas, ma dice che la chiave del portone non mi spetta quindi ogni volta che devo salire devo citofonare sempre ad un condomino ma loro siccome sono contrari che io salga su non mi aprono. E' giusto che io non debba avere la chiave del portone di giù. Grazie anticipatamente e mi congratulo per il sito che è molto ben strutturato e di facile interpretazione
cordiali saluti


Scusi se mi permetto, questa situazione ha dell'assurdo in quanto se le da la chiave del terrazzo, come pensa che lei possa accedere allo stesso senza entrare dal portone d'ingresso dello stabile?
Lei deve avere assolutamente anche la chiave del portone, allorché il regolamento di condominio non preveda diversamente, in quanto se il terrazzo condominiale, che è anche lastrico solare, è di proprietà comune ed essendo tale lei deve poterne godere al pari degli altri condomini come previsto dall'art. 1102 del c.c. che così recita:
“Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa. Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.”
Quindi faccia presente al capo-condominio, che dovrebbe essere l'amministratore, che sta violando un diritto reale che è quello della proprietà contemplato nella Costituzione Italiana all'art. 42 che così recita:
“La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.”
oltremodo gli faccia presente che tale diritto è anche contemplato all'art. 832 del c.c. che così recita:
“ Contenuto del diritto Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico.”
Gli faccia inoltre presente che gli sta creando un danno e la sta privando del diritto reale di godimento, il tutto con una raccomandata RR dove gli intima di consegnarle entro un termine ben preciso la consegna delle chiavi.
Distinti saluti
Umberto Testa

 
Disturbo del riposo PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime

Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, prova del reale disturbo

Cass. pen., sez. I, 7 gennaio 2008, n. 246

Per la configurabilità del reato di cui all'art. 659 c.p. (disturbo del riposo delle persone), è necessario che le emissioni sonore rumorose siano idonee ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone. (Nel caso di specie i rumori provocati erano idonei ad arrecare disturbo solo a coloro che abitavano nell'appartamento sottostante e, pertanto, i fatti erano privi di rilevanza penale e potevano trovare tutela solo in sede civile).

 

 
Ripartizione spese balconi e terrazzi PDF Stampa E-mail
Comunicazione - Chiedi e ti Rispondo

EGR. RAG.TESTA
VORREI AVERE UN SUO PARERE PER DEFINIRE IN MODO UNIVOCO I BALCONI : AGGETTANTI / A CASTELLO / O ALTRO
LA FACCIATA E’ SAGOMATA IN MODO DA FORMARE UNA GRECA. NELLE PARTI RIENTRANTI VI SONO I BALCONI.
QUELLI CENTRALI CON DUE LATI CHIUSI MENTRE IL FRONTE , CON PARAPETTO, SPORGE CIRCA 1/3 RISPETTO ALLA ZONA INCASSATA (cm70) E QUINDI DALLA FACCIATA.
ALLE DUE ESTREMITA’ DELLA FACCIATA I BALCONI HANNO UN SOLO LATO CHIUSO, CON  PARAPETTO SULLO STESSO PIANO DEGLI ALTRI BALCONI. LA CASA HA TRE PIANI PIU’ ATTICO, VISTA FRONTALMENTE VI SONO TRE FILE DI BALCONI.
ESSENDOSI DANNEGGIATI FRONTALINO E SOLETTA CON DISTACCO DI LATERIZIO, PER UNA  PROFONDITA’ DI 80cm, LA SPESA E’ STATA SUDDIVISA PER MILLESIMI FRA TUTTI I CONDOMINI E NON A CARICO DEI SINGOLI PROPRIETARI A CUI I BALCONI APPARTENGONO. LE SEMBRA UNA GIUSTA DECISIONE. IN ASSEMBLEA SI ERA DECISO DI FARE UNA MANUTENZIONE ORDINARIA CON RITOCCHI PER PICCOLE CREPE SU FRONTALINI E SOTTOBALCONI,MARCAPIANI CON IMBIANCATURA FINALE, CON SPESA DIVISA PER MILLESIMI. NELL’INTERVENIRE IL PROBLEMA SI E’ PRESENTATO IN TUTTA LA SUA GRAVITA’,CON UNA SPESA AGGIUNTIVA SUDDIVISA COME SOPRA DESCRITTO.
RINGRAZIANDO ATICIPATAMENTE PER LA SUA DISPONIBILITA’, CORDIALMENTE LEPRI LEOPOLDO
PS. IL PALAZZO HA ALTRI TRE LATI , SEMPRE CON LA STESSA FORMA STRUTTURA E BALCONI CHE SONO INTEGRI.

Le sentenze della Suprema Corte che qui di seguito le riporto sono molto chiare:

Le spese per i balconi aggettanti
Cassazione civile, sez. II, 30 luglio 2004, n. 14576
Con la sentenza numero 14576 del 30 luglio 2004 , la Corte di Cassazione ha preso in esame la ripartizione delle spese dovute per quanto riguarda i balconi aggettanti affermando che essi costituiscono un "prolungamento" della corrispondente unità immobiliare e, quindi, appartengono in via esclusiva al proprietario di questa;
soltanto i rivestimenti ed elementi decorativi della parte frontale e di quella inferiore, quando si inseriscono nel prospetto dell’edificio e contribuiscono a renderlo esteticamente gradevole, si debbono considerare beni comuni a tutti.
Con la conseguenza che anche nei rapporti con il proprietario di analogo manufatto che sia posto al piano sottostante sulla stessa verticale, nell’ipotesi di strutture completamente aggettanti - in cui si può riconoscere alla soletta del balcone funzione di copertura rispetto al balcone sottostante e, trattandosi di sostegno, non indispensabile per l'esistenza dei piani sovrastanti - non si può parlare di elemento a servizio di entrambi gli immobili posti su piani sovrastanti, nè quindi di presunzione di proprietà comune del balcone aggettante riferita ai proprietari dei singoli piani.

Sono nulle le delibere condominiali che incidono sui diritti individuali sulle cose
Cass. civile Sentenza, Sez. II, 31/10/2005, n. 21199
I balconi, devono considerarsi beni di proprietà esclusiva, in quanto costituenti appendici o prolungamenti delle unità immobiliari cui accedono e non assolventi, normalmente a funzioni strutturali riferibili all'edificio condominiale, salvo che per i rivestimenti esterni e le parti decorative frontali (che inserendosi nel prospetto dell'edificio contribuiscono all'estetica complessiva dello stesso). Pertanto la manutenzione relativa ai balconi non può essere oggetto di deliberazioni impositive di spese da parte dell'assemblea del condominio. Infatti sono nulle e sottratte ai termini di impugnativa di cui all'art. 1137, terzo comma per i casi di semplice annullabilità, le delibere condominiali che incidono sui diritti individuali sulle cose; la dichiarazione di impugnabilità, senza limiti di tempo, dell'atto presupposto inficiato da nullità si estende anche all'atto che ne costituisce esecuzione e che da quello dipende.

Diritto di agganciare le tende alla soletta del balcone "aggettante"
Cass. civile, Sez. II, 17 luglio 2007, n. 15913
La corte, con sentenza del 17 luglio 2007, n. 15913, ha precisato che l'art. 1125 c.c. non può trovare applicazione nel caso dei balconi "aggettanti", i quali sporgendo dalla facciata dell'edificio, costituiscono solo un prolungamento dell’appartamento dal quale protendono; e, non svolgendo alcuna funzione di sostegno, né di necessaria copertura dell'edificio (come, viceversa, accade per le terrazze a livello incassate nel corpo dell’edificio), non possono considerarsi a servizio dei piani sovrapposti e, quindi, di proprietà comune dei proprietari di tali piani; ma rientrano nella proprietà esclusiva dei titolari degli appartamenti cui accedono.
Ne consegue che il proprietario dell’appartamento sito al piano inferiore, non può agganciare le tende alla soletta del balcone "aggettante" sovrastante, se non con il consenso del proprietario dell'appartamento sovrastante.”

I proprietari dei balconi dovevano provvedere di conseguenza per tutta la parte che fuori usciva per le solette, e per i frontalini voi. Quindi vi facevate fare un preventivo e successivamente fattura dalla ditta con le spese divise come sopra riportato e l'amministratore provvedeva alla ripartizione delle spese, secondo giurisprudenza consolidata.
Distinti saluti
Umberto Testa

 
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