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Prima Pagina
Possiamo nominare uno di noi amministratore? PDF Stampa E-mail
Comunicazione - Chiedi e ti Rispondo

Buongiorno, sono proprietaria di un appartamento in un condominio di 5 unità. La gestione del ns condominio è stata associata a quella del condominio retrostante ed affidata ad uno studio.
In pratica siamo 2 condomini con una unica gestione (tutto questo è successo prima del mio arrivo quindi riferisco ciò che mi è stato spiegato). Le spese non sono suddivise fra tutti i condomini, il ns civico ha determinate spese che gli altri non hanno e viceversa (tutte le spese sono separate anche nel bilancio presentato dall'amministratore).
Alla scadenza dell'anno di gestione vorremmo revocare il mandato all'amministratore e separare la gestione del ns condominio affidando poi il ruolo di amministratore a uno di noi (siamo in buoni rapporti, abbiamo pochissime spese da dividere prvvedendo in prima persona a pulizia delle parti comuni, manutenzione verde, spurgo..)
E' possibile fare questo?
Se si, come dobbiamo agire?
La ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti.


Si è possibile farlo. Quando ci sarà l'assemblea di nomina dell'amministratore se siete due condomini e se sono due convocazioni, nominerete il nuovo amministratore in quella seduta. Altrimenti dovete chiedere di convocare l'assemblea solo per il vostro condominio in base all'art. 66 delle disposizioni di attuazione del codice civile mettendo anche l'ordine del giorno preciso che desiderate.

Distinti saluti
Umberto Testa

 
Edificio ricostruito più grande non è più condominio PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime

Perimento dell'edificio condominiale, Ricostruzione difforme da quello in precedenza esistente

Cass. civ., sez. II, 20 maggio 2008, n. 12775

L'intero perimento di un edificio o di una parte tanto rilevante da rappresentare almeno i tre quarti del suo valore, determina l'estinzione del condominio per mancanza dell'oggetto, in quanto viene meno il rapporto di servizio tra le parti comuni e le porzioni di proprietà esclusiva, e permane tra gli ex condomini soltanto una comunione pro indiviso sull'area di risulta, sicché il condominio si ripristina soltanto ove l'edificio venga ricostruito in maniera conforme a quello in precedenza esistente, mentre, qualora esso venga ricostruito in maniera difforme, non potendo rinascere l'originario condominio, la nuova costruzione e' soggetta alla disciplina dell'accessione e la sua proprietà compete ai comproprietari dell'area di risulta secondo le rispettive quote.

 

 
Che maggioranza occorre per installare il fotovoltaico? PDF Stampa E-mail
Comunicazione - Chiedi e ti Rispondo

Gentile dott. Umberto Testa,
sono proprietario di un appartamento sito in un edificio di 6 piani col altri 11 proprietari. Il tetto è di proprietà comune a tutti.
Chiedo se si può installare un impianto fotovoltaico per soddisfare i consumi energetici comuni? E' necessaria un'assemblea? E con quale delibera di millesimi?
Inoltre, in caso di finanziamento dell'impianto da parte di un istituto di credito  è  indispensabile l'assenso dei 1000 millesimi?
Grazie e distinti saluti,
Enzo Simioli


La informo che non sono dottore.
Essendo un'innovazione ed andando ad incidere sulle parti comuni occorre un'assemblea straordinaria, il quorum deliberativo è quello indicato dall'art. 26 comma 5 della L. 9 gennaio 1991, n. 10 recante norme per l'attuazione del piano energetico nazionale, di cui si riporta il testo che così recita:
"Per le innovazioni relative all'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento, in base al consumo effettivamente registrato, l'assemblea di condominio decide a maggioranza in deroga agli artt. 1120 e 1136 del codice civile". (2) A norma del comma 2 dell'art. 30 della L. 5 agosto 1978, n. 457, recante norme per l'edilizia residenziale, come aggiunto dall'art. 15 della L. 17 febbraio 1992, n. 179, gli interventi di recupero relativi ad un unico immobile composto da più unità immobiliari possono essere disposti dalla maggioranza dei condomini che comunque rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio. La medesima norma dispone, altresì, che se viene approvato dalla regione ed ammesso al finanziamento pubblico il risanamento delle parti comuni dell'edificio, tutti i proprietari sono obbligati a concorrere alle spese necessarie in rapporto ai millesimi di proprietà loro attribuiti; in caso di rifiuto, la deliberazione del riparto della spesa a titolo esecutivo per l'ottenimento delle somme da recuperare”.

 

 
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