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Vendita di posto auto PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime

Vendita di un posto auto in area condominiale, divieto di parcheggio

Cass., Sez. II Civ., sentenza n. 24055 del 25 settembre 2008

La Suprema Corte ha ribadito che, qualora alla vendita di un posto auto scoperto in area condominiale faccia seguito il divieto di parcheggio, in forza di preesistente previsione del regolamento condominiale fatta valere da condomini dissenzienti con azione proposta prima della stipula del rogito, non si ha evizione, ma ipotesi di responsabilità ex art 1489 cod. civ.. Per aversi evizione è invece necessario che il compratore sia privato totalmente o parzialmente dell'oggetto venduto.

 

 
Può una persona risolvere unilateralmente la partecipazione al Condominio? PDF Stampa E-mail
Comunicazione - Chiedi e ti Rispondo

Egr. Rag. Testa
come da conversazione telefonica intercorsa in data odierna e per la quale sono a ringraziarla per la gentile consulenza, le sintetizzo la richiesta: Abito ed amministro (non sono un amministratore di professione) un contesto immobiliare costituito da 15 villette per il quale abbiamo anche formalizzato e creato il codice fiscale approvato e verbalizzato da tutti i proprietari.
Adesso una famiglia mi manda a dire che non intendono partecipare più al fondo cassa comune.
Visto che anche lei mi conferma la illegittimità di questa presa di posizione, può cortesemente indicarmi se ci sono articoli a cui posso riferirmi per farli desistere da questa richiesta assurda ??
Grazie per la risposta.
Cordiali saluti


Come già rispostoLe via cavo avendo i signori sottoscritto la costituzione di un “condominio” ed usando anche loro le cose ed i servizi comuni, non possono sottrarsi alle spese e rescindere unilateralmente l'accordo. Tutto questo in quanto si entra nell'impero delle normative contrattuali che sono previste nel Libro IV delle obbligazioni del c.c. agli art. 1321 – 1325 - 1326 e seguenti. Per rescindere e per accettare un contratto ci devono essere le volontà di tutte le parti che vi entrano in causa, altrimenti il tutto non può avvenire tecnicamente si dice che “il negozio non si può concludere”. Oltremodo se non si versano le quote per l'esercizio e l'utilizzo delle parti e servizi comuni come si potrebbe fare? Ad esempio per l'illuminazione dei viali, chi farebbe fronte al pagamento delle fatture se non ci fossero i fondi già accantonati?

 
Bisogna provare la proprietà esclusiva del bene comune PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime

Presunzione legale di condominialità, prova della proprietà esclusiva

Cass. civ., sez. II, 23 agosto 2007, n. 17928

La presunzione legale di condominialità stabilita per i beni elencati nell'art. 1117 c.c., la cui elencazione non è tassativa, deriva sia dall'attitudine oggettiva del bene al godimento comune sia dalla concreta destinazione del medesimo al servizio comune. Da ciò consegue che chi voglia vincere tale presunzione ha l'onere di fornire la prova della proprietà esclusiva, non potendo essere determinanti, a questo proposito, né le risultanze dell'eventuale regolamento di condominio, né l'eventuale inclusione del bene nelle tabelle millesimali, come proprietà esclusiva del singolo condomino.

 

 
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