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E' valida la convocazione consegnata al congiunto PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime

E' valida la convocazione per l'assemblea condominiale consegnata informalmente al congiunto residente del condomino che non vive nell'immobile

Cass. civ. sez. II, sentenza n. 8449 del 1/04/2008

"In materia di condominio degli edifici, per l'avviso di convocazione dell' assemblea, obbligatorio per tutti i condomini ai fini della sua regolare costituzione, non è previsto alcun obbligo di forma che il relativo invito a partecipare debba rivestire, tanto che, secondo la giurisprudenza di questa Corte e la prevalente dottrina, la comunicazione può essere fatta anche oralmente, in base al principio di libertà delle forme, laddove queste non siano prescritte dalla legge o convenute dalle parti, ai sensi degli artt. 1350 e 1352 c.c., ovvero, in materia di condominio, quando tale principio non sia derogato dal regolamento che imponga particolari modalità di notifica, in mancanza delle quali l'assemblea non può essere ritenuta regolarmente costituita;
qualora sia accertata, in sede di merito, l'esistenza di una prassi (correttamente intesa come regolare ripetersi di comportamenti precedentemente accettati nello svolgimento di analoghi rapporti) in base alla quale l'avviso di convocazione di assemblea condominiale, destinato ad uno dei condomini non abitanti nell'edificio condominiale, viene consegnato ad altro condomino, suo congiunto, tale prassi, contrariamente a quanto opinato dal giudice di appello, non può ritenersi illegittima, in base al principio di diritto enunciato sopra, con la conseguenza che l'avvenuta consegna dell'avviso di convocazione al congiunto, deve ritenersi regolare essendo l'atto - recapitato in tal guisa e pervenuto nella sfera di normale ed abituale conoscibilità del destinatario - idoneo a creare nello stesso una situazione giuridica di oggettiva conoscibilità con l'uso della normale diligenza, sua e del consegnatario designato, conforme alla clausola generale di buona fede, che regola i rapporti giuridici intersoggettivi ed impedisce, rendendolo illegittimo ed immeritevole di tutela, ogni abuso di diritto”.

 

 
Devo pagare le quote maggiorate? PDF Stampa E-mail
Comunicazione - Chiedi e ti Rispondo

Egr. Sig. Testa,
Buongiorno!
Non so se si ricorda del mio caso, che Le proposi via e-mail esattamente il 27 ottobre scorso.
Nel ringraziarLa per le Sue pronte quanto esaustive risposte alle mie molteplici questioni, mi permetto di rivolgermi nuovamente a Lei per dissolvere alcuni dubbi in relazione all'evolversi della situazione.
Comincio col ricordarLe brevemente quanto già esposto:
L'amministratrice del mio condominio, contravvenendo a quanto deliberato dall'assemblea in merito alla ristrutturazione dell'antico portone d'ingresso, aveva provveduto alla sostituzione dello stesso senza consultare i condomini e decidendo autonomamente l'ammontare della spesa e le caratteristiche del nuovo portone, giustificando
l'arbitrarietà di tale azione con l'impossibilità di effettuare il restauro previsto e con l'urgenza richiesta dal caso.
Poco dopo l'amministratrice ha presentato le proprie dimissioni (senza mettere a verbale l'accettazione delle stesse da parte dei condomini) ed è stato eletto il nuovo amministratore, il quale ha fatto immediatamente mettere in opera il portone.
Ieri sera c'è stata una nuova riunione in cui la maggioranza dei condomini ha nominato un nuovo amministratore, avvalendosi tra l'altro della invalidità della delibera precedente riguardante le dimissioni dell'amministratrice e quindi della dubbia validità della nomina dell'amministratore avvenuta in conseguenza.
Ovviamente adesso è tutto fermo fino all'accettazione del mandato da parte del terzo amministratore di questo trimestre!
Nel frattempo mi sorge il dubbio in merito alle spese relative a questo nuovo portone,poichè qualcuno dovrà pur pagare il lavoro che comunque è stato svolto!
Scartando al momento l'ipotesi di rivalersi sull'amministratrice che ha creato il problema, poichè non so se questa sia l'intenzione degli altri, mi interessa l'eventuale suddivisione delle spese tra i condomini:
già l'altra volta infatti Le accennavo al fatto che nel condominio da diversi anni i miei vicini si sono sbizzarriti nell'ampliamento delle proprietà, chiudendo mansarde e sopraelevando interi appartamenti, mutando così non di poco le quote millesimali.
Una condomina qualche anno fà ha finalmente fatto richiesta al tribunale per il ricalcolo delle quote, ma ancora siamo in attesa,e lo saremo non si sa per quanto!
Nel frattempo le spese ordinarie sono state divise in base a tabelle approssimative approvate dal condominio (per la serie "meglio di niente")fatte in base alle dichiarazioni di ALCUNI dei condomini "abusivi",in quanto gli irriducibili si sono rifiutati di modificare i millesimi di propria pertinenza prima della sentenza..e, caso strano, proprio ora che si attende la stessa, che si sa non avere validità retroattiva, è venuta la fretta di fare interventi necessari da anni!
A questo punto, volendo evitare di tediarLa nuovamente con una e-mail chilometrica, pongo la questione:
attesa la mia personale scarsa fiducia nei tempi del tribunale, che difficilmente penso possa emettere una decisione in tempi utili e attendendomi anche dei ricorsi successivi da parte dei soliti "furbi", se i condomini dovessero decidere di pagare le spese del portone, come posso far valere il mio diritto a pagare la quota effettivamente di mia spettanza? a non pagare per i miei vicini, oltre alle spese ordinarie che ho pagato e ancora pago, anche queste spese straordinarie ingenti?
Lei mi ha già detto in precedenza che l'amministratore non può procedere a decreti ingiuntivi se non sono state approvate le tabelle millesimali... ma le tabelle attualmente in uso Sono state approvate a loro tempo, anche se in via provvisoria!
Eppure alcuni decreti ingiuntivi per le spese ordinarie sono stati inviati nel frattempo: è stato un abuso da parte dell'amministratore?
Potrei astenermi comunque dal pagare fino alla sentenza senza temere alcunchè, o come temo dovrò recitare un "mea culpa" e pagare per gli altri?
Come la scorsa volta, La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che ha voluto nuovamente prestare al mio caso e, fiduciosamente in attesa di una Sua risposta, Le porgo
Distinti saluti
Maria, da Messina.

Le tabelle millesimali provvisorie sono valide se si è in totale assenza di tabelle millesimali. Non è un abuso dell'amministratore in quanto egli deve provvedere al recupero delle somme per l'erogazione dei servizi e delle spese che necessitano per la manutenzione dell'immobile, sempre che siano stati approvati i piani di riparto in assemblea.
Lei deve pagare in attesa della decisione del tribunale e poi, se la sentenza sarà a suo favore, come penso, richiederà il risarcimento dei danni subiti e subendi e delle somme pagate in più.
Distinti saluti
Umberto Testa

 
Delibere nulle o annullabili PDF Stampa E-mail
Informazioni legali - Sentenze Massime

Delibere in tema di ripartizione delle spese: nulle o annullabili

Cass., Sezione II, sentenza del 24 luglio 2008 n. 20394

In tema di ripartizione delle spese, le delibere sono nulle se l'assemblea, esulando dalle proprie attribuzioni, modifica i criteri stabiliti dalla legge, mentre sono annullabili nel caso in cui i suddetti criteri siano violati o disattesi con la conseguenza che la delibera deve essere impugnata nel termine di cui all'art. 1137 u.c. del codice civile.

 
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